Sampieri

Provincia di Ragusa

A Sampieri e dintorni le tracce della presenza umana si perdono nella notte dei tempi. Nella località denominata "Costa ri carro", adiacenti alla spiaggia minore, sono ancora visibili nella roccia calcarea le vestigia di scavi, a scopo estrattivo. In parte oggi sommersi, questi scavi sono indizio plausibile di un insediamento del periodo neolitico ed appaiono improvvisamente e misteriosamente interrotti, forse a causa di una catastrofe naturale. Testimonianze preistoriche sono evidenti anche nella cosiddetta "Cava rô Ràbbusu", una valle poco profonda situata nell'entroterra della Fornace Penna, originata da una frattura tettonica del Miocene e divenuta, successivamente, letto di un corso d'acqua a carattere torrentizio che prende il nome di Torrente Petraro. Nella zona dove attualmente è situata Sampieri, secondo taluni, sorgeva una colonia greca chiamata Apolline, nome derivante da Apollo, poiché nel VI secolo a.C. nella località denominata "Ô Puzziddu" ovvero "Ô Puzzu râ zâ Vanna", pare esistesse un tempio, ormai perduto, in onore di Apollo Archegete , che i fondatori delle colonie greche erano soliti edificare a scopo propiziatorio, come riferisce lo storico Tucidide. I geografi arabi[4] menzionano Sampieri col nome di Marsa Siklah [5], un porto dove le navi che provenivano dal Nord Africa e dal vicino oriente potevano attraccare fino al secolo XIII, prima che venisse insabbiato. L'etimologia del nome di Sampieri è avvolta dalla leggenda e sembra sia da porre in relazione, secondo alcune tradizioni, a San Pietro apostolo che vi sbarcò nel 40 d.C. mentre era diretto a Roma. Altri ricordano che ivi fu presente anche San Paolo nel suo terzo viaggio apostolico, proveniente da Malta.